Il Convento dei Cappuccini sorge fuori del centro abitato di Grottole nel 1601 per volere della Magnifica Università di Grottole.
La fondazione conventuale acquisisce il possesso dei terreni donati dall'Università con doppia fila di mura. Soppresso per la prima volta nel 1809, viene definitivamente soppresso nel 1867 il convento, seguendo la sorte di altri enti ecclesiastici. I suoi beni furono incamerati dal Regio Demanio.
Le strutture architettoniche semplici sottolineano la povertà dell'Ordine religioso Cappuccino. I prospetti sono lineari e scanditi soltanto dalla successione di finestre di dimensioni diverse che rispecchiano la disposizione degli ambienti interni.
Un modesto portale accanto a quello della Chiesa della Santissima Trinità, opera di Giulio Carrara della Padula (1611), introduce ad un piccolo chiostro a pianta quadrangolare delimitato da un ordine di arcate a tutto sesto.
Al centro dell'area pavimentata a ciottoli, un piccolo pozzo con vera quadrata in pietra.
Il piano superiore ospita cellette, varie per forma e dimensione.
La chiesa, rettangolare, è articolata in due navate: lungo la parete sinistra di quella centrale, coperta da una volta a botte con unghie, si trovano altari ed edicole ornate di stucchi.
La navatella laterale, propabilmente aggiunta nel XVIII sec., è costituita da una serie di cappelline, ognuna delle quali dotata di un altare barocco.
Chiude lo sviluppo della chiesa il vano presbiteriale con volta a botte lunettata.
Il complesso, in condizioni statiche molto precarie, è attualmente adibito a funzioni agricole. Al suo interno il convento conserva il forno, il mulino, la cantina ed altri ambienti dove veniva effettuata la trasformazione dei prodotti agricoli, per garantire ai frati la sopravvivenza autonoma all'interno della struttura.